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CYBER-MAFIA

Attacchi di massa e riscatti ingrassano le cyber-mafie

Attacchi informatici andati a buon fine raddoppiati in cinque anni. Nuove tecniche e settori emergenti aggrediti dai professionisti del cybercrimine. Mafie transnazionali sempre più ricche e potenti. È questo il bilancio tracciato dal Rapporto Clusit 2020 sulla sicurezza informatica.

Questo è dovuto dal fatto che gli <> stanno affinando le loro tecniche, studiandoci giorno dopo giorno.

Ma chi sono questi attori??

Gli attori sono gli hacker rappresentati da organizzazioni criminali multinazionali, dotate di mezzi illimitati che hanno come campo di battaglia, arma e bersaglio le infrastrutture, le reti, i server, le appliance mobili e fisse, le nostre piattaforme di cloud computing e tanto altro.

La contabilità di questo scenario da cyber-guerra è sintetizzata nel numero di 1.670 attacchi gravi a livello globale, una tendenza in crescita del 7% rispetto al 2018, del 91,2% rispetto a cinque anni prima. Si tratta di eventi effettivamente andati a segno, con un aumento significativo di attacchi gravi di pubblico dominio verso bersagli europei.

Il cybercrimine è il motore principale degli attacchi, l'83% dei quali ha avuto l'obiettivo di estorcere denaro alle vittime. Rimangono stabili gli episodi di spionaggio informatico, anche se i danni economici causati sono più ingenti della media.

Tra i settori che hanno riportato i danni più gravi quelli delle «infrastrutture critiche», banche e finanza, mentre i comparti con il maggior numero di attacchi ad alto impatto sono la sanità, la fornitura di software e hardware, oltre al settore pubblico.

Adesso il criminale informatico punta alla teoria di sparare nel mucchio perché non conosce il potenziale delle informazioni che si celano dall’altra parte, così nasce quello che si chiama in gergo : <>.

L'attaccante quindi, attraverso la diffusione capillare di malware e ransomware, richiede un riscatto a seguito del blocco del sistema informatico dell’organizzazione vittima.

I recenti studi CLUSIT hanno evidenziato un aumento di circa il 46% degli attacchi hanno proprio l’obiettivo di bloccare i dati e cifrarli rispetto agli anni precedenti.

Questo rende le aziende sempre più inermi e vulnerabili di fronte a tali minacce e non fa altro che ingrassare il mondo del cybercrime.